In orbita la costellazione di cubesat H.E.R.M.E.S.
Sabato 15 marzo è stata lanciata la Costellazione di satelliti dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) H.E.R.M.E.S. Pathfinder (High Energy Rapid Modular Ensemble of Satellites); i satelliti hanno raggiunto l’orbita grazie al vettore Falcon 9 della missione Transporter 13 di Space X, partita dalla Vandenberg Space Force Base (VSFB) in California.
Collocati su un'orbita eliosincrona ad un'altitudine di circa 500-520 km, i 6 nanosatelliti saranno in grado di rilevare e localizzare eventi astronomici casuali come i lampi di raggi gamma, inviando in tempi brevissimi un avviso alla comunità scientifica.
I sei Cubesat rappresentano una svolta nel campo dell'astrofisica multi-messaggero ad alta energia e dell’impiego di nanosatelliti per missioni spaziali sfidanti. La costellazione realizzata sotto la guida dell’ASI sarà in grado di monitorare in modo continuo quasi tutto il cielo rilevando le coordinate degli eventi cosmici avvenuti, grazie alle sue capacità di co-puntamento.
Il progetto è stato finanziato principalmente dall’ASI e con il contributo tecnico/scientifico dell'Istituto Nazionale di Astrofica (INAF), del Politecnico di Milano, dell'Università degli Studi di Cagliari.
I sei satelliti H.E.R.M.E.S. Pathfinder sono stati progettati, realizzati e integrati presso le strutture del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano, mentre i sei payload a raggi X/gamma sono stati sviluppati, integrati, testati e calibrati presso le strutture INAF a Roma e della Fondazione Bruno Kessler a Trento. Il software di bordo dei payload è stato realizzato a cura dell’Università di Tubingen. I test ambientali finali sui satelliti sono stati svolti dal Politecnico di Milano, sfruttando le strutture del Politecnico stesso per la qualifica e accettazione meccanica e gli impianti presso Thales Alenia Space e presso INAF Roma per la qualifica in termo-vuoto.
Il Politecnico di Milano ha avuto un ruolo determinante in diverse fasi del progetto, dalla progettazione e integrazione dei satelliti ai test ambientali finali, utilizzando le proprie strutture e collaborando con partner d’eccellenza. Decisivo è il ruolo del laboratorio Advanced Space Technologies for Robotics & Astrodynamics (ASTRA) del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali, leader nella ricerca aerospaziale, e del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, che ha contribuito con la progettazione dei circuiti integrati dello spettrometro e allo sviluppo del software di bordo. Questo progetto evidenzia nuovamente la capacità dell'Ateneo di essere all'avanguardia nella ricerca e nell'innovazione tecnologica, oltre alla sua abilità di creare sinergie efficaci di fronte a sfide significative alle quali questa missione contribuirà con sicuri risultati.
Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano
La costellazione di nanosatelliti si propone di localizzare con alta precisione la radiazione X e Gamma emessa da transienti cosmici ad alta energia, come i Gamma-Ray Bursts (GRB) e le controparti elettromagnetiche degli eventi di Onde Gravitazionali (GWE).
I GRB verranno rivelati e misurati da sofisticati spettrometri di raggi X e Gamma installati su ciascuno dei nanosatelliti. Gli spettrometri HERMES, frutto di una ricerca pluridecennale da parte di un’ampia collaborazione di ricerca Italiana (REDSOX), raggiungono alte risoluzioni energetiche grazie all’impiego di Rivelatori a Deriva a Semiconduttore (SDD), inventati nel 1982 dal prof. Emilio Gatti del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano (DEIB), insieme con Pavel Rehak del Brookhaven National Laboratory, ed alla microelettronica di elaborazione dei segnali, ideata, progettata e caratterizzata al DEIB nel Semiconductor Devices and Integrated Circuit Laboratory, sotto la guida del prof. Giuseppe Bertuccio, in collaborazione con il Laboratorio di Microsistemi Integrati e Sensori del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia, diretto dal prof. Piero Malcovati.
Al DEIB, inoltre, il gruppo guidato dal prof. Fabrizio Ferrandi ha contribuito allo sviluppo del software di bordo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali (DAER) del Politecnico di Milano. In particolare, il gruppo di Architetture del DEIB è stato coinvolto nella specifica dei requisiti e nell'implementazione del software del computer di bordo dei nanosatelliti. Per aspetti legati alla verifica funzionale del software di volo è stata coinvolta anche una startup dei DEIB “Blue Signals” fondata dai proff. William Fornaciari e Davide Zoni.
Il progetto vanta importanti contributi e collaborazioni internazionali, non solo nell'ambito del progetto H.E.R.M.E.S.-SP del programma Horizon 2020 finanziato dalla Commissione Europea, ma anche per la gestione della stazione di terra situata in Australia, che verrà gestita dall'Università della Tasmania nell'ambito di un accordo con l'INAF, l'Università di Melbourne e l'Università di Masaryk.
L’altra stazione di terra che supporterà l'operazione è stata acquisita e installata dal gruppo del Politecnico di Milano presso il laboratorio sperimentale dell’Ateneo sito a Spino D'Adda.